La colonna vertebrale, detta anche rachide o spina dorsale, è il principale sostegno del corpo umano. Grazie alle sue articolazioni permette i complessi movimenti della testa e del corpo, proteggendo allo stesso tempo il sistema nervoso e il midollo spinale da urti o vibrazioni pericolose. Anche in assenza di sintomi è importante conoscere le condizioni della propria colonna vertebrale, per correggere al più presto eventuali anomalie posturali che trascurate possono portare a patologie che influiscono notevolmente sul benessere quotidiano. Il dottor Antonio Guastafierro garantisce competenza e professionalità nella prevenzione, diagnosi e trattamento delle patologie a carico della colonna vertebrale.

SEZIONE CERVICO-TORACICA


Anatomicamente è composta da un tratto cervicale costituito da 7 vertebre (da C1 a C7) e da un tratto toracico (o dorsale) costituito da 12 vertebre (da T1 a T12). Il tratto cervicale è la porzione più mobile della colonna vertebrale, responsabile dei movimenti del capo, e allo stesso tempo la più delicata. Il tratto toracico è caratterizzato dall'articolazione con le coste e contribuisce alla formazione della gabbia toracica.


Cervicobrachialgia


Per cervicobrachialgia si intende una sindrome dolorosa che coinvolge in modo progressivo e talora invalidante le regioni del collo, della spalla e del braccio sino a raggiungere le dita della mano, irradiandosi dunque a partire dai nervi del plesso brachiale. L’eziopatologia è molto varia, può essere conseguente ad eventi di natura traumatica, degenerativa, malformazioni della colonna vertebrale, patologie reumatiche che possono in maniera più o meno significativa generare compressioni sulle radici nervose. L’ernia del disco è la causa più frequente di cervicobrachialgia acuta nell’adulto. La sintomatologia si manifesta generalmente con rigidità nucale associata a debolezza muscolare delle zone interessate, dolore diffuso spesso accompagnato da emicrania, torcicollo, brachialgia con parestesie e sensazioni di intorpidimento delle strutture dell’arto superiore.

Trattamento

L’esame clinico, accompagnato da utili esami diagnostici (RMN), permette di valutare l’eziopatogenesi ed il trattamento più idoneo. Nei casi di lieve entità un trattamento conservativo (periodo di riposo associato a terapia farmacologica e successiva fisiochinesiterapia personalizzata) è la prima indicazione; nei casi più gravi o laddove il trattamento conservativo non ha raggiunto i risultati sperati è necessario ricorrere ad un trattamento chirurgico finalizzato alla risoluzione definitiva della patologia.



Ipercifosi - Dorso Curvo


Le curve che la colonna vertebrale presenta nel piano laterale vengono definite per convenzione cifosi se a convessità posteriore e lordosi se a convessità anteriore. Fisiologicamente a livello del rachide dorsale è presente una cifosi mentre a livello lombare una lordosi. L’aumento della cifosi dorsale oltre i limiti fisiologici rappresenta una condizione patologica denominata ipercifosi o anche “dorso curvo”, e può interessare la parte alta, media o bassa del rachide dorsale. Nella forma alta e media le scapole possono presentarsi oblique con i monconi delle spalle in avanti, collo in avanti ed evidente sporgenza del dorso; nelle forme basse invece le scapole possono apparire alate, con mancata sporgenza dei glutei. La deformità può derivare dalla cuneizzazione di uno o più corpi vertebrali (dorso curvo strutturato) che presentano una riduzione dell’altezza anteriore rispetto alla posteriore; l’eziopatogenesi può essere ricercata anche in altri fattori non sempre facili da individuare (condizioni psicologiche, atteggiamenti posturali sbagliati, disturbi visivi, di udito o all’apparato dentario, etc.); in questi ultimi casi si parla di dorso curvo non strutturato.

Trattamento

La diagnosi è effettuata in sede di visita ortopedica specialistica attraverso la raccolta di una accurata anamnesi ed esami radiografici che permettono la valutazione precisa della deformità. Il trattamento è variabile a seconda delle cause responsabili della deformità: nelle forme strutturate è necessario l’uso di corsetti associato ad attività fisica e/o ginnastica correttiva; nelle forme non strutturate bisogna riconoscere e rimuovere la causa che ha innescato la deformità e quindi dover prevedere un trattamento che spazia anche in campi che interessano altri organi ed apparati. Solo raramente e nelle forme molto gravi può essere necessario l’intervento chirurgico.



Scoliosi


È un dismorfismo del rachide sui tre piani dello spazio; oltre ad una deviazione laterale sul piano frontale si associa sempre una componente rotatoria delle vertebre sul piano assiale e una riduzione delle fisiologiche curve del rachide sul piano sagittale. Si aggrava in corrispondenza dello sviluppo staturale e tende ad arrestarsi nella sua evoluzione quando cessa l’attività delle cartilagini di accrescimento dei corpi vertebrali. È importante distinguere la scoliosi organica o strutturata (dismorfismo) dagli atteggiamenti scoliotici in cui la colonna vertebrale è del tutto normale e presenta paramorfismi visibili solo quando è sotto carico. Nella scoliosi si individuano sempre una o due curve principali (o primitive). Per mantenere l'asse di gravità del tronco e la verticalità del capo (importante per l'orizzontalità dello sguardo e dell'udito) il rachide si inflette sopra e sotto tale curva. Alla curva principale si aggiungono pertanto curve secondarie o di compenso. La prima si distingue dalle seconde perché è più grave, fissa e difficilmente correggibile. A seconda della localizzazione della curva scoliotica principale la scoliosi può essere definita cervico-toracica, toracica, toraco-lombare, lombare.

Trattamento

La diagnosi è effettuata in sede di visita ortopedica specialistica, valutando l’entità del dismorfismo e il trattamento più idoneo da applicare. Nelle forme idiopatiche iniziali, con curvatura inferiore a 20 gradi Cobb, è sufficiente attuare una fisiochinesiterapia associata a ginnastica correttiva; nelle forme scoliotiche più gravi ma con curvatura comunque minore di 45 gradi Cobb, è opportuno l’utilizzo di corsetti ortopedici correttivi alternati o meno a corsetti gessati (la tipologia del corsetto varia a seconda di vari parametri tra cui la localizzazione della curva scoliotica); nei casi molto gravi di scoliosi con curvatura superiore ai 45 gradi Cobb si rende necessario il trattamento chirurgico preceduto e seguito da intensi cicli di ginnastica respiratoria e fisiochinesiterapia. Negli atteggiamenti scoliotici il programma terapeutico si concreta in ripetuti e prolungati cicli di ginnastica e in controlli posturali periodici.


SEZIONE LOMBO-SACRALE


Anatomicamente è composta da un tratto lombare costituito da 5 vertebre (da L1 a L5) e da un tratto sacrale costituito dalla fusione di 5 vertebre a formare un'unica struttura (da S1 a S5), l'osso sacro, che fa da sostegno ai segmenti vertebrali sovrastanti, permettendo loro i movimenti nello spazio. L’osso sacro si articola inferiormente con il coccige. Il tratto lombo-sacrale, insieme al bacino, è deputato alla protezione degli organi pelvici e da esso originano le radici nervose per l'arto inferiore.


Lombosciatalgie


Per lombosciatalgia si intende una sindrome dolorosa che dalla regione lombo-sacrale si irradia con distribuzione radicolare all’arto inferiore, nel territorio del nervo sciatico. L’eziopatologia è molto varia, può essere conseguente a fenomeni artrosici, anomalie congenite del rachide (spondilolisi, spondilolistesi), turbe vascolari, processi infiammatori di natura specifica o aspecifica, processi tumorali, ernie del disco. Quest’ultima è sicuramente la causa più comune di lombosciatalgia acuta nell'adulto; la sintomatologia può presentare caratteristiche notevolmente diverse, a seconda delle cause scatenanti la compressione/irritazione del nervo sciatico: generalmente il dolore fa da padrone nel quadro clinico del paziente accompagnato da sensazione di formicolio e/o intorpidimento dell'arto inferiore, debolezza muscolare.

Trattamento

L’esame clinico, preceduto da una accurata anamnesi, permette una valutazione accurata del fenomeno lombosciatalgico; nella maggior parte dei casi gli esami strumentali (Rx, TC, RMN, elettroneuromiografia) forniscono una conferma al sospetto clinico e sono di ausilio nell'individuazione delle cause che sottendono il sintomo. Il trattamento varia a seconda delle cause alla base della lombosciatalgia. Per l'ernia del disco, nei casi di lieve entità un trattamento conservativo (periodo di riposo associato a terapia farmacologica e successiva fisioterapia personalizzata) è la prima indicazione; l’intervento chirurgico viene consigliato solo se la patologia appare di grave intensità e laddove un trattamento conservativo non ha prodotto alcun risultato utile.



Iperlordosi


Le curve che la colonna vertebrale presenta nel piano laterale vengono definite per convenzione cifosi se a convessità posteriore e lordosi se a convessità anteriore. Fisiologicamente a livello del rachide dorsale è presente una cifosi mentre a livello lombare una lordosi. L’aumento della lordosi lombare oltre i limiti fisiologici rappresenta una condizione patologica denominata iperlordosi. Tale deformità può essere isolata o associata a ipercifosi dorsale della quale può esserne anche la causa. È secondaria a molte cause come l’orizzontalizzazione congenita del sacro, l’antiversione eccessiva del bacino, il recurvato delle ginocchia o malattie neuromuscolari. È molto frequente la forma apparente di iperlordosi lombare dove la curva rachidea lombare è normale ma sul paziente appare aumentata per sviluppo eccessivo dei muscoli glutei o riduzione della cifosi del rachide dorsale che rende evidente e sporgente la regione glutea.

Trattamento

L’esame clinico, preceduto da una accurata anamnesi, permettere di diagnosticare e valutare la deformità e la sua causa. Il trattamento è variabile a seconda delle cause responsabili della deformità. La ginnastica correttiva e l’uso di corsetti delordosizzanti possono essere utili in casi selezionati, insieme ad una riduzione del peso corporeo per limitare gli effetti del sovraccarico e migliorare la postura.



Scoliosi


È un dismorfismo del rachide sui tre piani dello spazio; oltre ad una deviazione laterale sul piano frontale si associa sempre una componente rotatoria delle vertebre sul piano assiale e una riduzione delle fisiologiche curve del rachide sul piano sagittale. Si aggrava in corrispondenza dello sviluppo staturale e tende ad arrestarsi nella sua evoluzione quando cessa l’attività delle cartilagini di accrescimento dei corpi vertebrali. È importante distinguere la scoliosi organica o strutturata (dismorfismo) dagli atteggiamenti scoliotici in cui la colonna vertebrale è del tutto normale e presenta paramorfismi visibili solo quando è sotto carico. Nella scoliosi si individuano sempre una o due curve principali (o primitive). Per mantenere l'asse di gravità del tronco e la verticalità del capo (importante per l'orizzontalità dello sguardo e dell'udito) il rachide si inflette sopra e sotto tale curva. Alla curva principale si aggiungono pertanto curve secondarie o di compenso. La prima si distingue dalle seconde perché è più grave, fissa e difficilmente correggibile. A seconda della localizzazione della curva scoliotica principale la scoliosi può essere definita cervico-toracica, toracica, toraco-lombare, lombare.

Trattamento

La diagnosi è effettuata in sede di visita ortopedica specialistica, valutando l’entità del dismorfismo e il trattamento più idoneo da applicare. Nelle forme idiopatiche iniziali, con curvatura inferiore a 20 gradi Cobb, è sufficiente attuare una fisiochinesiterapia associata a ginnastica correttiva; nelle forme scoliotiche più gravi ma con curvatura comunque minore di 45 gradi Cobb, è opportuno l’utilizzo di corsetti ortopedici correttivi alternati o meno a corsetti gessati (la tipologia del corsetto varia a seconda di vari parametri tra cui la localizzazione della curva scoliotica); nei casi molto gravi di scoliosi con curvatura superiore ai 45 gradi Cobb si rende necessario il trattamento chirurgico preceduto e seguito da intensi cicli di ginnastica respiratoria e fisiochinesiterapia. Negli atteggiamenti scoliotici il programma terapeutico si concreta in ripetuti e prolungati cicli di ginnastica e in controlli posturali periodici.